
Le proposte di Veltroni per il pacchetto di stabilità del sistema creditizio sono assurde, inconcepibili, errate e non coerenti con la situazione economica attuale e con la recente politica della cosiddetta sinistra.

E vediamo in dettaglio. Naturalmente i primi due punti riguardano quello che sta più a cuore a questi politicanti: il potere e la gestione del denaro pubblico:
1. Previsione di parere obbligatorio vincolante a maggioranza qualificata da parte delle Commissioni Finanze di Camera e Senato per tutti i provvedimenti attuativi delle disposizioni contenute nei decreti legge 155/08 e 157/08.
2. Istituzione di un comitato ad hoc per l'attuazione delle misure previste nei decreti 155/08 e 157/08. Il comitato, presieduto dal Ministro dell'Economia, e' composto dal Governatore della Banca d'Italia, dal Presidente della Consob, e due componenti aventi requisiti di elevata professionalita' ed assenza di conflitti di interesse, nominati dai presidenti di Camera e Senato.
Non è il fatto di aver perso le elezioni che secca al PD, il problema è di aver perso il controllo del potere e delle risorse economiche pubbliche e quindi la possibilità di avere amicizie basate sui soldi di Pantalone.
Quindi non si smentiscono: il punto 1 e 2 sono una richiesta di poter avere un potere all’interno di stanziamenti consistenti per evitare il collasso del sistema creditizio. Se si parla di soldi il PD non vuole essere tagliato fuori, anzi ne vuole il controllo.
Un grande uomo politico avrebbe affrontato la questione ponendosi il problema di come evitare che la situazione precipiti e come eliminare le cause del problema.
Ma da questi politici attaccati al potere e basta non ci si può attendere nulla di più di richieste che al cittadino danno solo fastidio perché dimostrano l’inconsistenza dell’opposizione sempre pronta a fare comunella con la maggioranza se gli concedono le briciole di quel potere che ne rappresentano il solo mezzo di sopravvivenza.
PER LE FAMIGLIE:.
3. A partire da Dicembre 2008, in corrispondenza del pagamento della 13-esima mensilita', riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e da pensione per un importo medio di 400 euro all'anno attraverso l'aumento delle detrazioni. L'intervento, da prevedere nel Disegno di Legge Finanziaria, implica una rimodulazione del percorso di raggiungimento del pareggio del bilancio delle pubbliche amministrazioni.
Mi deve spiegare il PD perché fa una proposta di questo tipo quando solo ad Aprile del 2007 la sinistra ha firmato un protocollo con la Comunità Europea che esclude la possibilità di prendere questa iniziativa. A meno che non si tassino le imprese e altri contribuenti per compensare l’effetto di questo sgravio. Quindi con la possibilità di agire in modo imprevedibile sulla tenuta del sistema economico.
Comunque questo punto serve solo ad avere consenso, ma, se fosse al governo, non verrebbe attuato stante la politica contro le famiglie ed i lavoratori che hanno sempre tenuto.
4. In considerazione della decisione della BCE di offrire rifinanziamento illimitato al 3,75% alle banche dell'area Euro, sostituzione dell'Euribor (oltre il 5% la media al 15/10/08) con il tasso applicato dalla BCE al rifinanziamento delle banche quale tasso di riferimento per il calcolo delle rate dei mutui a tasso variabile contratti per l'acquisto dell'abitazione di residenza.
Questa è una proposta che mostra la totale ignoranza dei meccanismi bancari del PD.
L’Euribor è il tasso con cui le banche si prestano i soldi. Ed è inferiore al tasso reale perché non comprende le commissioni dei prestiti interbancari. Il costo di questo denaro è dato dal mercato: in questo momento è elevato perché le banche non si fidano a prestarsi i soldi tra loro.
Pertanto questa proposta significa che le banche dovrebbero farsi prestare i soldi solo da Bankitalia. Ma non è possibile perché, sempre per gli accordi sciagurati di Maastricht, Bankitalia non avrebbe le risorse per farlo.
5. Accesso dei piccoli risparmiatori possessori di obbligazioni o polizze index linked inesigibili alle tutele previste per i risparmiatori Parmalat, Cirio, ecc. PER LE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE:.
Questa deve essere spiegata. Sembra che se qualcuno ha speculato male o è stato tratto in inganno da venditori spregiudicati lo Stato debba farsene carico
6. Concessione ai Confidi dell'artigianato, del commercio e dell'industria della garanzia dello Stato per i crediti in essere e per i crediti concessi, fino al 30/06/09, alle micro, piccole e medie imprese. Istituzione ed avvio, entro il 30/06/09 di un fondo interbancario di garanzia dei crediti concessi alle micro, piccole e medie imprese. In tale quadro, sollecitare le banche a sospendere le richieste di rientro alle micro, piccole e medie imprese. In assenza di escussione delle garanzie, l'intervento non determina riflessi sui saldi di finanza pubblica.
In altre parole dare una mano a chi si ricorda della possibilità di garantirsi solo quando la situazione è sfuggita di mano perché prima ha voluto risparmiare i soldi della garanzia. Che così ora sarebbe a carico dello Stato. Sollecitare la Banche è puro velleitarismo. O si danno obblighi, visto che sono enti privati, o questo non serve a nulla.
7. Accelerazione dei pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni alle micro, piccole e medie imprese, fissando un limite inderogabile di 60 giorni.
Questo sarebbe bello: ma se per legge i pagamenti tra privati non possono superare i 60 giorni, perché con gli enti pubblici possono arrivare anche oltre i 365 giorni? Dove erano quando si facevano le leggi sulle dilazioni di pagamento?
Ricordiamo poi che le dilazioni di pagamento della pubblica amministrazione sono conseguenza della necessità di tenere sotto controllo il deficit (sempre per Maastricht) addebitando alle imprese il relativo costo.
8. Previsione di una soglia di credito alle micro, piccole e medie imprese (ad esempio, per il 2008, almeno la media dell'ammontare concesso nel biennio 2006-07) per l'accesso delle banche agli interventi previsti nei DL 155/08 e 157/08. PER I LAVORATORI A RISCHIO DI DISOCCUPAZIONE:.
Non capisco cosa sia una soglia di credito: non sono termini specialistici del settore. E, di conseguenza, non se ne capisce il senso.
Fare proposte incomprensibili fa sempre pensare male.
9. Estensione in via straordinaria e temporanea, previa valutazione del Ministero del Welfare, dell'accesso agli ammortizzatori sociali ai lavoratori colpiti dalla crisi e sprovvisti di copertura assicurativa. PER LO SVILUPPO:.
Ma questo lo doveva fare Prodi, nel programma della sinistra. Non ha potuto per i limiti di bilancio dovuti all’accordo di Aprile 2007 (fatto proprio da Prodi) contro i lavoratori e le loro famiglie.
10. Ripristino della piena operativita' del credito d'imposta per gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno.
E come dare l’aspirina per curare la polmonite
11. Ripristino, attraverso il ricorso temporaneo ad un anticipo da parte di Cassa Depositi e Prestiti (ex art. 78, c. 8 del DL 112/08), delle risorse per gli investimenti tagliate dai recenti interventi di finanza pubblica.
Naturalmente Veltroni pensa che la Cassa Depositi e Prestiti sia un posto dove si trovano i soldi e che da qui si possano prelevare a volontà. E’ imbarazzante spiegare perché non è così.
12. Sostenere un piano straordinario di investimenti in infrastrutture di interesse europeo (per l'energia, per la mobilita') da finanziare attraverso l'emissione di Eurobonds come proposto da Delors negli anni '90.
E’ il solito errore dei politici arroganti e senza preparazione economica. Non si può ricorrere all’indebitamento pubblico per fare investimenti. Stiamo pagando questa politica folle dal 1982 e non riusciamo ad uscire dall’indebitamento pubblico già adesso.
E Veltroni propone di continuare con questa politica di incravattamento dello Stato.
Così finita la crisi le banche e le istituzioni finanziarie potranno ancora dettare legge sui governi in quanto li controllano tramite il debito pubblico. E’ come se degli usurati decidessero di soccorrere l’usuraio per poi poter continuare a pagare sempre più alti tassi usurari.
Meno male che non hanno vinto le elezioni. Con queste idee ci mandavano subito nel fosso.
Ovvero Il Paese di Cuccagna per gli immigrati
Ovvero gli italiani si chiamano tutti “Giocondo”
E’ opinione comune dei politici che gli stranieri ci servono per necessità di manodopera e, in particolare, per poter far fare i lavori che gli italiani non sono più disposti a fare.
Naturalmente per vedere se è vero basta andare sui siti istituzionali del nostro Paese: Ministero del Tesoro, Istat, ecc e verificare quanto costano alla nazione gli stranieri.
Poi si tratta di fare “il conto della serva”: spesa/numero di stranieri e troviamo quanto ciascuno costa allo Stato. Come si fa?
Prendiamo un anno di riferimento e le spese che maggiormente si possono riferire all’immigrazione: previdenza e assistenza e spesa sanitaria. Le altre, per prudenza supponiamo non siano influenzate dalla presenza degli immigrati anche se la spesa per le forze di polizia, l’istruzione, ecc sono certamente da considerare. Ma noi prendiamo solo le spese più grosse e influenzate dal numero delle persone presenti in Italia.
La spesa per previdenza e assistenza nel 2001, per la popolazione italiana di 56.996.000 unità con 1.446.697 stranieri, ammontava a 217.111 milioni di euro. Quindi la spesa per persona era di 3.714,94 euro/persona/anno
La spesa per la sanità ammontava a 78.003 euro e per persona era di euro 1.334,69.
Nel 2007 la popolazione italiana era di 59.131.287 persone. Se non fossero aumentati gli stranieri la spesa per previdenza e assistenza, considerando che a favore degli italiani le condizioni siano rimaste inalterate e, non come è di fatto, che sono peggiorate, sarebbe diventata di euro 225.043 milioni. Invece la spesa effettiva è stata di euro 270.412 milioni che dobbiamo attribuire all’incremento della popolazione straniera. Dividendo l’aumento della spesa per effetto degli stranieri (45.369 milioni di euro) per l’incremento della popolazione straniera (1.492.225 persone) si ottiene che ogni immigrato ha ricevuto per previdenza e assistenza (calcolo cautelativo e sicuramente per difetto) euro 30.403,59. Si può dire che lo Stato solo con solo questa voce ha consegnato a ciascuno straniero (che lavori o che non lavori o che delinqua) un buono stipendio da alto funzionario statale.
A questo si aggiunge la spesa per assistenza sanitaria.
La spesa senza incremento di popolazione straniera sarebbe stata di euro 80.853 milioni di euro contro la spesa effettivamente sostenuta di euro 103.494. La differenza ripartita sull’incremento di popolazione straniera determina una spesa pro capite ulteriore di euro 15.173 circa.
Questo è uno stipendio medio di un precario non alle prime armi.
In totale uno straniero riceve dallo Stato per la casa, lo studio, la previdenza, l’assistenza, le spese sanitarie mediamente 45.575,96 euro che è uno stipendio da funzionario di banca.
Mi domando dove hanno pescato la notizia che abbiamo bisogno degli extracomunitari e che senza di loro la nostra economia non può andare avanti e che, a quelle condizioni, gli italiani non farebbero i lavori che svolgono gli stranieri.
In realtà complessivamente ci costano ogni anno quanto la manovra di Amato del 1992 che ha fatto piombare il Paese in una crisi da cui non si è ancora risollevato e che tutti ricordano con rabbia.
Penso che gli italiani, se venissero pagati in questo modo farebbero volentieri i mestieri che si dice che non vogliono più fare.
Se si fa una valutazione sul reddito creato da questo aumento di immigrati la situazione si fa ancora più imbarazzante perché il PIL prodotto da quanti effettivamente lavorano è inferiore alla spesa.
Ma occorre valutare il perché i governi di questo Paese, ed in particolare il governo Prodi che è stato il maggior benefattore degli immigrati, abbiano deciso di fare una politica contro l’interesse della maggioranza operosa degli italiani, da come appare da un banale conto della serva. Non c’è da stupirsi perché Prodi e gli amici di Prodi l’hanno fatto fin dal 1982. Lo scopo è sempre stato lo stesso: fare una redistribuzione della ricchezza che penalizzi i lavoratori a favore del capitalismo più bieco.
Si assumono extracomunitari a salari da fame perché lo Stato poi li rifornisce della differenza tra il salario e il minimo di sopravvivenza, magari allungando anche un buon companatico. In questo modo si rende il lavoro una merce con un costo ridotto ai minimi termini e si carica il cittadino di tasse per mantenere una popolazione di immigrati.

Questi sono ben informati del funzionamento del sistema e smettono subito di lavorare quando si accorgono che facendo i disoccupati guadagnano, a spese della popolazione che lavora, più di un operaio italiano e possono anche dedicarsi a traffici illeciti o ad attività più lucrose, ma illegali.

L’unica critica che avrebbe dovuto fare la sinistra al decreto sicurezza era che senza l’eliminazione di questi sprechi non si eliminavano le cause della malavita straniera.
E’ significativo che il popolo della sinistra abbia abbandonato i politici di Rifondazione e dei Comunisti italiani quando si è reso conto che operavano nella direzione di una redistribuzione del reddito a favore non della classe operaia, ma dei fannulloni e degli immigrati che, pur sfruttati dai datori di lavoro, ricevono dallo Stato un’ampia sovvenzione che è solo funzione di accumulo di ricchezza per i capitalisti e per le attività illegali.
Come rimediare? Torniamo allo slogan di Giulio II:
Noi vorressimo che li Italiani non fossero né francesi né spagnoli, e che fossero tutti italiani e loro stessero a casa sua noi alla nostra. Fuori i barbari!
Ma incominciando dai nostri politici barbari che vogliono persino dare il voto (per ora solo) alle amministrative.







Ripubblico l'articolo di fondo odierno de Il Messaggero che contesta la politica inflazionista della BCE.
Non era solo un impressione, anche gli economisti cominciano a smarcarsi dai luoghi comuni sui motivi dell'inflazione.
Ed ecco il testo dell'Articolo:
Il Messaggero
Lunedì 28 Luglio 2008
Paolo Savona